Il restauro

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Pertinente al Ministero di Grazia e Giustizia dal 1844, cessata la sua destinazione carceraria, il castello veniva consegnato al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e, il 26 luglio 1976, alla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici della Puglia, che ne programmava ed effettuava il restauro; il 1  luglio 1979 iniziavano le indagini conoscitive di rilevamento dell'immobile, archivistiche e bibliografiche, premessa organica e determinante alle successive operazioni di recupero.

Fondamentali si rivelavano per la conoscenza delle strutture stratificate del castello, che la destinazione carceraria aveva nascosto sotto una spessa ed omogenea guaina di intonaci, alcune piante ottocentesche redatte nel 1835 dall'ingegnere provinciale di Acque e Strade Gaetano de Giorgio, durante la prima fase dei lavori di trasformazione a carcere, quando il castello ancora presentava un'aspetto molto simile a quello documentato da un plastico ligneo settecentesco, realizzato da Giovanni Carafa, duca di Noja ed esperto di fortificazioni, proveniente dal Museo di San Martino a Napoli ed oggi nel Museo del Castello di Trani.

Il restauro ha risanato la grande struttura, corredandola degli impianti necessari alla odierna fruizione, pulito le superfici annerite, eliminato le superfetazioni ottocentesche che ne soffocavano gli spazi interni ed esterni ed alteravano il nitido profilo delle cortine e delle torri; ha ripristinato le aperture originarie esistenti, ancorché tompagnate, le scale delle torri, i percorsi originari, primo fra tutti l'accesso da occidente all'interno del castello, svuotando il terrapieno tranne un'ultima sezione, consolidata, cui si addossa il palazzo cinquecentesco delle case matte, nei cui ambienti di piano terra ha evidenziato i pilastri del porticato medioevale, rimasti inglobati nelle pareti d'ambito.

Il restauro, effettuato con fondi ministeriali ma soprattutto grazie ad un cofinanziamento della UE, ha reso leggibile il passaggio del monumento attraverso il tempo, nel rispetto dei dati superstiti, senza ripristini di invenzione o tentativi di anastilosi.

Le sale e i cortili oggi ospitano concerti e convegni, mostre e spettacoli, ma il vero protagonista è il castello stesso, restituito a se stesso e alla sua storia.

 

 

veduta esterna prima del restauroveduta esterna dopo il restauroparticolare porticato dopo il restauro